Ansia Generalizzata

 

distrubo di panico firenze

 

In Occidente oltre 400.000.000 di persone fra i 30 e i 50 anni (in leggera prevalenza donne) accusano Disturbi d’Ansia.  In Italia, circa il 16% della popolazione soffre di lievi Disturbi d’Ansia, mentre l’incidenza di un conclamato Disturbo d’Ansia affligge il 5-8% della popolazione. In particolare il 21% dei ragazzi fra gli 8 e i 17 anni soffre di qualche forma d’ansia specifica o generalizzata. Un dato che si fa sempre più evidente, è quello riguardante la preoccupazione dei “giovani in cerca di primo impiego”.

Anche se l'ansia è un'esperienza comune che ognuno di noi sperimenta, è opportuno introdurre una prima e fondamentale distinzione tra ansia “sana” e ansia “patologica”, ovvero tra ansia intesa come emozione o modalità di esperire i mondo e disturbo di ansia come diagnosi psichiatrica. Una persona, infatti, può sentirsi ansiosa senza soffrire di un conclamato disturbo d'ansia quando, ad esempio, si trova di fronte a un pericolo chiaro e presente od un timore realistico per un evento imminente o futuro.

L’Ansia è considerata “sana” quando permette fornire una risposta adeguata ad un evento stressante o considerato importante per la nostra vita o per la nostra sicurezza. Si dimostra un alleato ed un stimolo fondamentale quando dobbiamo arrivare puntuali ad un appuntamento, quando dobbiamo prepararci al meglio per un compito in classe o per un esame universitario, ci spinge a considerare i potenziali rischi inerenti un’azione o una situazione improvvisa, quando in una coda teniamo la distanza di sicurezza dalla macchina che ci precede. Per quanto l’ansia sia comunque associata al concetto di  preoccupazione, l’ansia “sana” ci permette di adattarci all’ambiente circostante in modo da adeguare al meglio le nostre risposte di fronte ad eventi spesso improvvisi ed inaspettati.

L’ansia che si presenta e cresce anche in assenza di evento preciso o riconoscibile, che si annida sotto forma di eccessiva ed intensa preoccupazione in risposta ad eventi apparentemente “normali” e privi di rischi, quotidiani, è considerata “Ansia patologica”. Spesso si presenta in particolari momenti della giornata o della settimana, di fronte ad eventi sociali, familiari o lavorativi, comunque percepiti come potenzialmente pericolosi o dannosi, il cui significato appare insensato o completamente oscuro. Questa reazione psicofisica è perlopiù difficile da descrivere concretamente perché legata a tante potenziali cause e si presenta con gradi di intensità spesso diversi e soggettivi. Nella maggior parte dei casi è comunque associata ad una massiccia attivazione fisiologica (reazione multisistemica) 

che si concretizza come sotto forma di sintomatologia psicologica in associazione a manifestazioni fisiche e/o somatiche, quali :

  • tachicardia, palpitazioni, battito cardiaco accelerato
  • sudorazione aumentata
  • nausea
  • irritabilità ed irrequietezza;
  • insonnia (difficoltà a prendere o mantenere il sonno)
  • sensazione persistente di allarme
  • paura e vulnerabilità
  • difficoltà di concentrazione
  • facilità all’affaticamento
  • tensione muscolare e psichica

Inoltre, l’ansia può colpire a vari livelli di intensità soggettiva e può essere percepita come una sensazione generalizzata o crescere al presentarsi di una particolare situazione o condizione ambientale. In ogni caso, il livello di gravità sintomatologica tende a crescere se non affrontato o trattato, in quanto l’ansia tende ad invadere ed intaccare, progressivamente, molti degli aspetti centrali e fondamentali del vivere quotidiano, fino a ridurre anche drasticamente la libertà di azione di un individuo.

Trattamento dei Disturbi d’Ansia

E’ molto frequente che si giunga al colloquio con uno specialista quando si è già raggiunto un considerevole livello di sofferenza, rendendo così ancora più difficile e confuso il percorso personale di ricostruzione della problematica, fase fondamentale di ogni percorso di aiuto. Tuttavia esistono diverse strategie per affrontare e gestire la sintomatologia ansiosa, anche quando la si considera una parte integrante ed inscindibile del nostro carattere e del nostro approccio alla vita di ogni giorno. Tra le strategie maggiormente si evidenziano le Tecniche di Rilassamento, la Psicoterapia e le Terapie Farmacologiche. Queste modalità di approccio sono spesso usate in associazione tra loro, a seconda delle caratteristiche specifiche del caso e della disponibilità ed atteggiamento della persona che vi si sottopone.

Le Tecniche di Rilassamento consistono nell’uso più o meno specifico di discipline e strumenti provenienti dallo yoga, dal training autogeno, dalla visualizzazione o meditazione guidata, da tecniche di respirazione profonda o dall’agopuntura. Spesso a queste metodiche si affianca l’uso di principi attivi di origine naturale, in grado di influenzare positivamente, anche se non sempre in modo così efficace, la funzionalità dei circuiti nervosi che controllano le reazioni di stress.

La Terapia Farmacologica è uno dei rimedi che viene praticato frequentemente come metodo elettivo di gestione dell’ansia, ma statisticamente, sono i medici di famiglia a consigliare per primi l’uso di farmaci “al bisogno” ed a rendere perciò difficile una diagnosi precoce ed il corretto inquadramento sintomatologico nel quadro di vita dell’individuo. Per quanto efficaci sulla gestione sintomatica dell’ansia, spesso l’assunzione di farmaci ansiolitici o antidepressivi è affidata alla gestione soggettiva (e spesso impropria) di chi li usa, piuttosto che essere adeguatamente monitorata da uno specialista (psichiatra), in grado di inquadrarne l’uso all’interno di una vera e propria cornice terapeutica in grado di garantire la progressiva e sistematica gestione dei sintomi nei tempi e nei modi previsti dalle diverse classi farmacologiche utilizzate.

Frequentemente, la classe farmacologica degli SSRI (inibitori selettivi del riassorbimento della Serotonina) è quella maggiormente utilizzata nel trattamento dei disturbi d’ansia, sebbene rientri negli antidepressivi, in quanto farmaci spesso ben tollerati e dagli scarsi effetti collaterali, se correttamente utilizzati in termini di dosaggio e tempi di efficacia. Un’altra classe farmacologica utilizzata è quella delle Benzodiazepine, ben più delicati da gestire poiché associati ad una certa significatività degli effetti collaterali ed alla tendenza ad indurre assuefazione e dipendenza fisica e psicologica, rischi ovviamente ridimensionabili se gestini in modo corretto, responsabile e coordinato con lo psichiatra che li ha prescritti.

I farmaci sono quindi spesso fondamentali per la gestione degli stati acuti di ansia, ma per indagare ed affrontare le reali motivazioni alla base del disturbo, è senza dubbio necessario sottoporsi ad un trattamento Psicoterapeutico in grado di guidare e sostenere l’individuo in un percorso di elaborazione,  auto-osservazione e presa di coscienza della propria modalità di funzionamento psichico, finalizzato alla gestione emotiva di quegli stimoli, reali o fantastici, alla base delle reazioni di ansia (anche anticipatoria), che spesso non riusciamo a rielaborare in senso adattivo. La Psicoterapia, perciò, risulta essere lo strumento più importante per la gestione delle diverse forme di sintomatologia ansiosa (anche intesa come tratti di personalità) ed in grado di garantire all’individuo lo strumento più duraturo ed efficace per sfruttare appieno le proprie capacità di modulazione alla base della stabilità emotiva e di un coerente senso di sé.

Dr. Roberto Bovani

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