LA PSICOTERAPIA

psicoterapia percorso firenze

La Psicoterapia Cognitiva Post-Razionalista è una forma di psicoterapia che guida l’individuo a riconoscere, capire e concettualizzare una propria “coerenza di significati personali ”, dando vita, quindi, ad un percorso di comprensione e di coscienza del proprio modo di essere, di funzionare e di percepire se stessi.

Abbracciando questa visione concettuale, la Psicoterapia Post-Razionalista si distacca  dall’obiettivo del raggiungimento, da parte del paziente, di criteri di “verità” più adeguati ed assoluti o che egli cambi le proprie convinzioni irrazionali (come accade invece nella Psicoterapia Cognitiva tradizionale di Beck e di Ellis). Il focus diviene invece l’espansione della "trama narrativa" del paziente, consentendogli di “autoriferirsi” l’esperienza immediata, di cui è raramente consapevole, riconoscendo e gestendo diversamente le incoerenze (discrepanze) tra l’immagine cosciente di sé (espressa tramite il linguaggio e il comportamento) e l’esperienza immediata (vissuta grazie alle emozioni ). La declinazione fondamentale dell' approccio alla Psicoterapia Post-Razionalista diviene perciò la ricerca e la comprensione di come l'individuo, in funzione delle esperienze emotive vissute in fase evolutiva, "costruisca " i significati personali con modalità autoreferenziale, attraverso i quali verranno vissuti gli stati mentali e le proprie emozioni.

L’intervento terapeutico si concentra, sul guidare l’individuo verso una “riarticolazione ” del significato personale, rispettando la coerenza emotivo-cognitiva ed i temi narrativi che garantiscono il senso di continuità e di permanenza nel tempo, propri della concezione dell’identità umana.

La finalità dell'atto terapeutico sarà perciò orientata a cogliere la coerenza interna del sistema individuo, nel tentativo di comprendere, le sue capacità di auto-organizzazione, intesa come il processo continuo di  auto-spiegazione dell'esperienza vissuta. La Conoscenza di Se  ha origine quindi, da un processo circolare tra l'"IO" che esperisce ed agisce e il "ME" che osserva e valuta, nel tentativo di creare un sistema coerente di articolazione di significati personali, finalizzato a fornire all’individuo un senso di continuità ed unicità individuale.

La coerenza del Senso di Sé, quindi, è data dalla continua e reciproca interazione tra l’esperire e lo spiegare, tra il fare l’esperienza e l’interpretare l’esperienza appena fatta, dall’analizzare, valutare e autoriferirsi il costante flusso temporale di sensazioni, percezioni, immagini ed emozioni, riordinandole e integrandole sempre in maniera coerente con il Senso di Sé.

Le Organizzazioni di Significato Personale:

L’Organizzazione di Significato Personale rappresenta la modalità con cui ogni individuo organizza tutte le possibili sfumature del proprio “dominio emotivo” in un sistema stabile ed in grado di garantire una percezione definita di sé e del mondo circostante.

E’ alle “relazioni interpersonali ” che possiamo ricondurre la generazione di queste soggettive configurazioni di significati in quanto formate da “schemi interpersonali ”, che comprendono tutti gli aspetti sensoriali, affettivi, motori e neurofisiologici grazie ai quali l’individuo organizza le “perturbazioni ” che nascono dal proprio ambiente intersoggettivo e le converte in informazioni significative per il suo ordine interno, in modo coerente.

Il significato personale di cui parla Vittorio Guidano è innanzitutto una conoscenza emotiva, immediata e tacita della realtà, che solo in un secondo momento diventa conoscenza esplicita, concettuale. Inoltre l’organizzazione di significato personale deve essere intesa come un processo e non come un’entità in sé stessa, nel senso che non è caratterizzata da un contenuto particolare di conoscenza ma è caratterizzata dalla forma, dalla modalità e dalla maniera di processare la conoscenza. Guidano ha individuato quattro principali organizzazioni di significato personale, derivandole dalla combinazione delle emozioni basilari (le basic feelings descritte da Tomkins, Izard, e successivamente Magai), sottolineando il fatto che sono soltanto classificazioni teoriche che si trovano in misura diversa in ogni persona e che servono all’osservatore (e in particolare allo psicoterapeuta nella pratica clinica) per trovare una cornice di senso entro la quale indirizzare un intervento terapeutico.

Le organizzazioni individuate sono:

  • Organizzazione di significato personale depressiva: può essere definita come la tendenza di un individuo a rispondere agli eventi di vita generalmente con scetticismo o sfiducia, come conseguenza della costruzione di significato di questi eventi in termini di perdita, di disillusione o d’insuccesso. Il significato personale è qui centrato sul senso di solitudine ed è organizzato in un circuito ricorrente di schemi emozionali che oscillano tra lo scetticismo e la rabbia; successivamente, l’ordinamento esplicito o cosciente si configura in un’immagine negativa di sé e in una attribuzione interna, globale e stabile.
  • Organizzazione di significato personale fobica: può essere definita come la tendenza di un individuo a rispondere agli eventi di vita generalmente con paura, come conseguenza della costruzione di significato di questi eventi in termini di pericolo. Tutto ciò che è nuovo è visto come pericoloso, e ciò porta l’individuo ad una percezione del mondo come pericoloso e ad una percezione di sé stesso come insicuro in questo mondo, che non può affrontare il mondo senza una figura protettiva.
  • Organizzazione di significato personale ossessiva: è caratterizzata fondamentalmente dall’elaborazione di un senso di sé ambivalente e dicotomico, nel quale l’esperienza immediata è vissuta in due dimensioni simultanee orientate in senso antitetico, un’immagine positiva di sé e un negativa. Ciò porta l’emergere di pensieri, condotte e immagini intrusive e persistenti vissute come estranee da sé e che sono controllate ricercando la certezza attraverso il dubbio sistematico.
  • Organizzazione di significato personale psicosomatica: è caratterizzata da un senso di sé carente oscillante e indefinito, che però si definisce soltanto quando si ha la sensazione di corrispondere alle aspettative degli altri. La persona con questa organizzazione ha un’esperienza immediata diffusa di sé, che può stabilizzare solo attraverso criteri esterni che sono il giudizio e le aspettative degli altri.

 

Dr. Roberto Bovani

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